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Delle tradizioni della Valle di Resia la musica e la danza sono di certo le più conosciute ed apprezzate. Il gruppo folkloristico si impegna attivamente per preservare tali costumi e farli conoscere in diversi paesi, ed è così che la “cìtira” è uscita dalla sua terra d’ origine per farsi conoscere in diverse zone d’ Europa.

Resia rappresenta un vero e proprio tesoro dal punto di vista della musica popolare, vocale e strumentale: qui infatti si sono conservate e tramandate per generazioni le più antiche tradizioni musicali, le quali ancor oggi risuonano allegre in tutti i paesi della valle.

Per i resiani la musica ha un ruolo fondamentale nella vita, è simbolo, insieme alla danza che sempre l’ accompagna, di gioia e festa, e per questo ha sempre accompagnato i momenti più belli dell’ anno, come il carnevale, il capodanno e spesso anche i matrimoni…ancora oggi nessun resiano può ascoltare il suono della cìtira senza essere trascinato nel vortice delle danze!

 

Gli strumenti sono la tipica “cìtira” e la “bùncula”, un violino e un violoncello modificati dai suonatori locali per avvicinarli alle proprie esigenze. Secondo diversi studiosi, il modello su cui si basarono queste modifiche è il suono delle cornamuse, le quali originariamente -si suppone dal cinquecento fino all’ ottocento inoltrato, sarebbero state lo strumento tipico della musica popolare resiana: quando poi il violino e violoncello divennero strumenti ufficiali ci fu un tentativo di avvicinare le tonalità di questi strumenti a quella delle cornamuse stesse. Fu così che da una parte il violino fu accordato in tonalità più acute –solitamente una terza minore in più rispetto al normale, assumendo il timbro tipicamente resiano, che ogni vero suonatore del luogo sa riconoscere, e prese il nome di cìtira –distinto dunque dal vero e proprio violino, mentre dall’ altra il violoncello ebbe il ruolo di “basso”, composto da solo tre corde, non quattro come lo strumento ufficiale, e posto come accompagnamento alla melodia principale.

È il suonatore di cìtira infatti che ha il ruolo principale, sua è la melodia, lui dà inizio alla musica –la buncula entra in un secondo tempo,e decide quando terminarla, e soprattutto è lui che batte il tempo a terra con un piede: questo è uno dei tratti caratteristici della musica resiana, spesso infatti i suonatori stanno su piccoli palchi in legno o sui tavoli proprio per far sentire meglio questi colpi.

Anche il modo di suonare questi strumenti è diverso da quello convenzionale, la citira non viene tenuta sotto il mento ma quasi perpendicolarmente al petto, e l’ impugnatura di entrambi gli archi è dettata più dalla praticità che da una tecnica precisa.

La musica risulta essere così un qualcosa di veramente unico, come lo è la danza che vi è associata. Questo ballo, detto “la resiana”, potrebbe proprio essere definito “linguaggio del popolo”, poiché attraverso esso, in qualsiasi epoca, la gente resiana ha potuto esprimere la propria identità culturale, o trovare nei suoi passi momenti di gioia e di spensieratezza.

Caratteristica di questa danza è il ritmo frenetico, gioioso e travolgente; si danza a coppie, ma i ballerini pur stando sempre di fronte o vicini non si toccano mai, ognuno balla per sé, ed essendo lo schema del ballo non eccessivamente rigido si possono introdurre piccole variazioni nella successione dei passi. I danzatori stanno dunque uno di fronte all’ altro, si spostano oscillando con passi leggeri ed eleganti sino a scambiarsi di posto, girando su se stessi e, gli uomini, battendo il piede a terra. Il vorticoso procedere a piccoli passi dei ballerini al ritmo cadenzato della musica è così coinvolgente e allegro da durare senza limiti di tempo. La musica vibra nell’ aria, tutto diventa un vortice di note, colori e movimenti.

Le origini di questa danza sono ancora incerte, ma alcuni studiosi, tra cui Valent Vodušek, hanno avanzato la teoria di una possibile derivazione celtica, per determinate cadenze melodiche di musiche e canti non riscontrabili in aree slave, ma invece nelle zone nord europee; altri vedono queste musiche più vicine a quelle dall’ Europa sud orientale.

La cultura che si è venuta a formare in questa valle assume però dei toni nuovi ed originali che la caratterizzano e la rendono unica all’ interno del panorama friulano, e per questo incuriosisce sempre più nuove persone che vogliono cogliere l’ essenza di queste remote tradizioni popolari.

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